Chiesa dei SS. Martino e Agata

   
 

L'imponente facciata in pietra, che si erge su un'angusta piazza, risale ad un recente ampliamento dell'edificio. La chiesa, già esistente nel 1207, conserva resti romanici nel fusto del campanile. Fu rimaneggiata nei secoli XVI e XVII e allungata nel 1935. L'interno presenta un'unica ampia navata con quattro cappelle laterali e abside poligonale. Al tempo della visita pastorale del vescovo Lazzaro Carafino del 1632 era già stata completata la decorazione delle due cappelle laterali presso il presbiterio (le altre due furono aggiunte nel 1935). La cappella di sinistra reca una sontuosa decorazione in stucco dorato eseguita da Giuseppe Bianchi - presente nel cantiere del Duomo di Como nel 1614- completata da affreschi di un pittore di estrazione morazzoniana. Nella nicchia sulla parete di fondo si trova una statua in stucco della Vergine col Bambino inquadrata da due colonne sormontate da massicci capitelli compositi a sostegno di un aggettante frontone spezzato. Ai lati della nicchia sono affrescati entro riquadri in stucco l'Arcangelo Gabriele e la Vergine Annunciata, sulle lesene dell'arco la Fuga in Egitto a destra e l'Adorazione dei pastori a sinistra, e sulla volta l'Assunzione della Vergine. Gli affreschi sulle pareti laterali, con la Vergine e S.Anna a sinistra e la Sacra Famiglia a destra, furono firmate da Fumagalli nel 1944. Appartengono ancora alla decorazione secentesca due affreschi con Davide e Salomone all'esterno della cappella. Essi rimandano all'ambito della pittura di ascendenza morazzoniana dei Recchi, Cristoforo Caresana o Giovanni Paolo Ghianda, analogamente alle SS. Apollonia e Marta ai lati della cappella opposta. Questa é dedicata ai SS. Carlo e Francesco d'Assisi, raffigurati ai lati del Crocefisso in una bella pala* di Giovan Mauro Della Rovere sulla parete di fondo. Essa é inquadrata da una cornice marmorea, la cui cimasa é stata adattata a contenere la reliquia della Sacra Spina donata alla chiesa di Moltrasio nel 1721. Sulle pareti laterali ci sono affreschi di Francesco Carpano raffiguranti a sinistra S.Carlo che visita gli appestati e a destra le Stimmate di S.Francesco. Altri due episodi dedicati agli stessi Santi sono affrescati entro piccoli ovali sulle lesene dell'arco. Il presbiterio fu decorato nel quinto decennio del Seicento con due grandi affreschi* di Giovan Paolo e Giovan Battista Recchi raffiguranti S.Martino che dona il mantello al povero a sinistra e il Martirio di S.Agata a destra (1647). Il vescovo Innocenzo Torriani nel 1671 annotò la presenza di questi affreschi e della decorazione in stucco dorato e rilevò la collocazione sull'altare maggiore di una "icona in telari depista cum coronide". Attualmente, sulla parete di fondo del presbiterio resta la pala secentesca raffigurante la Madonna col Bambino e Santi titolari, circondata da una serie di sette ovali, disposti a corona, dedicati ad episodi evangelici improntati al tema dell'Eucaristia (nel 1670 presso questo altare fu fondata la Compagnia del Corpo di Cristo). Fra questi ovali, solo tre alla sommità sono originari; gli altri quattro sono stati sostituiti da altrettante tele, probabilmente in occasione di un più recente rimodernamento del presbiterio, che ha comportato anche la collocazione dell'attuale altare marmoreo. La settecentesca Gloria di S.Martino, sulla volta del presbiterio, invece, é opera del pittore Pietro Rasina da Torno. Sempre nel 1671, il vescovo Torriani vide nel presbiterio l'altare ligneo a tempietto* -da dipingere e dorare- attualmente collocato nella prima cappella a sinistra. Si tratta di un imponente altare con statue di Santi legati alla devozione locale, per lo più sostituite, tranne la Pietà sulla porta del tabernacolo, la soprastante Incoronazione della Vergine e il Cristo risorto alla sommità, che sono originari. Nella cappella opposta é collocato il celebre polittico eseguito nel 1507 da Alvise De Donati**, che rivela in quest'opera la sua formazione milanese carica di suggestioni foppesche e leonardesche. Esso raffigura nella predella gli Apostoli e l'Eterno Padre; nello scomparto centrale la Natività, al di sopra, in due tondi, S.Rocco e S.Sebastiano; negli scomparti laterali a destra S. Agata (sotto), S. Maria Maddalena e S. Marta (sopra), a sinistra S. Martino (sotto), S.Pietro e S.Paolo (sopra); nella cimasa la Trinità. Tra le altre opere distribuite sulle pareti della navata meritano di essere menzionate: la tela , collocata a destra, con la Crocifissione e Santi* eseguita a tempera da Giovanni Andrea De Magistris nel 1520; lo stendardo con la Vergine del Rosario su un lato e i SS. Martino e Agata in adorazione del SS. Sacramento* sull'altro, eseguito nel 1618 da Giovan Mauro Della Rovere; due tele secentesche che raffigurano l'Andata al Calvario e la Resurrezione sulla controfacciata. Sulle campate della volta sono dipinti affreschi, firmati da M.C. Grandi nel 1929, che raffigurano: Angeli musicanti, S. Giuseppe, la Benedizione del Reliquiario della Sacra Spina, la Vergine del Rosario con i SS. Domenico e Caterina da Siena.
(da Guide della Provincia di Como - Da Cernobbio alla Valle Intelvi, di Andrea Spiriti, Maria Cristina Terzaghi, Giovanna Virgilio, Ed. Nodolibri, 1997, pagg. 123-129, pubblicazione a cura di Amministrazione Provinciale di Como Assessorato alla Cultura e di ISAL - Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda)

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Ultima modifica: 16/02/11