Il monumento a Vincenzo Bellini |
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Nella zona a lago di Moltrasio, proprio di fronte al rinnovato Grand Hotel Imperiale, é stato posto il monumento a Vincenzo Bellini, il grande musicista catanese che soggiornò a lungo a Moltrasio, dove compose alcuni brani delle musiche de La straniera e de La sonnambula. Moltrasio ha voluto ricordare Bellini con questo monumento, voluto e finanziato dalla signora Lillian Villinger Sacchi, già presidente del Circolo Bellini e realizzato dallo scultore Massimo Clerici, che vive e opera a Moltrasio. In un primo tempo, nell'opera commissionata a Massimo Clerici doveva apparire solo la figura di Vincenzo Bellini, intento a comporre sulla tastiera qualche brano de La sonnambula. Un ritratto a mezzobusto, con il torso chinato all'indietro, il viso dall'espressione sognante ... Poi la dimensione stessa del muro destinato a fungere da supporto, disposto orizzontalmente lungo il viale che si affaccia sul lago, suggerì di dare al bassorilievo in similmarmo un ulteriore slancio, quasi una continuazione "in progress". E l'opera da commemorativa é diventata narrativa, con un evidente salto di qualità. Dal pianoforte belliniano scaturisce, nella versione definitiva, una serica fascia che si snoda dietro la sagoma di una donna in fuga, nuda sotto il telo che le modella le forme. La leggiadra figura femminile é raffigurata mentre si slancia in avanti, quasi trascinando, costringendo il compositore a trattenerla, per imprigionarla fra i pentagrammi dello spartito. E' lei, la dolce e maliziosa Sonnambula, che nella quiete della poco distante Villa Salterio, poi Erker, avrebbe ispirato alcune fra le pagine più delicate del melodramma. Non più dunque, nella proiezione scultorea, l'immagine statica di un musicista colto nell'atto creativo, ma l'immagine dinamica di una fantasia lirica che diviene realtà musicale. Massimo Clerici non é nuovo a queste rappresentazioni tridimensionali della fluidità, dell'immaterialità. ... Qui la ricerca plastica riafferma l'obiettivo di materializzazione, senza incidere in profondità ma diramando in più direzioni le linee compositive sul piano rettangolare del bassorilievo e accentuando la visione prospettica, anche per suggerire la continuità di una raffigurazione che si distende, da un lato (la figura del musicista) all'altro (la Sonnambula in corsa) oltre il limite estremo della piastra appesa al muro di sostegno. ... Un ricordo di sublime bellezza, di romantica sensibilità, che l'impegno interpretativo di Clerici favorisce ed integra, senza forzature retoriche ma con delicata partecipazione". (Alberto Longatti, Critico d'Arte). |
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Ultima modifica: 16/02/11